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lunedì 11 aprile 2016
Proposta di legge CGIL
E' partita sabato 9 aprile 2016 - in tutta Italia ed anche a Varese - la raccolta di firme per una proposta di legge ad iniziativa popolare finalizzata alla definizione di una carta universale dei diritti che garantisca a tutte le lavoratrici ed i lavoratori medesimi diritti e garanzie, a prescindere dal contratti lorlo applicati e soprattutto DIGNITA'
lunedì 13 ottobre 2014
martedì 23 settembre 2014
La politica nuovamente contro la gente
Viviamo in un Paese dove l'evasione fiscale è motivo di vanto, la corruzione è all'ordine del giorno, la mafia condiziona gli appalti bloccando lo sviluppo, ma il vero problema per il rilancio della Nazione è abolire l'art. 18 dello Statuto dei loviratori.
Ne riderei se non ripensassi agli ultimi 12 anni, drammaticamente trascorsi in vano.Da quando in un numero enorme di lavoratori, lavoratrici, pensionati e pensionate eravamo al Circo Massimo con lo stesso intento che mi muove a scrivere queste righe: tentare di sensibilizzare qualcuno rispetto as una deriva pericolosa liberista della quale pagano le spese gli ultimi.
Ci hanno raccontato che la flessibilità era fondamentale per aumentare i posti di lavoro, che il nostro sistema garantito doveva essere cambiato e che tutti ne avremmo tratto giovamento.
Oggi ci troviamo a dover convivere con 45 formule contrattuali, gran parte delle quali senza tutele, la maggior disoccupazione di sempre ed un'Italia sull'orlo del baratero da anni.
Conto diverse riforme del lavoro e verifico che non hanno portato nulla se non un acuirsi del disagio e dei costi sociali derivanti.
Migliaia di persone anche nella ricca Lombardia hanno contratti di un giorno, i licenziamenti da alcuni anni superano le immissioni al lavoro, ma (opinione indotta e ormai condivisa) serve abolire una norma, l'ultima, di garanzia.
Chiedo umilmente un aiuto, un aiuto per capire; 23 anni di Sindacato mi rendono ancora incomprensibili certi atteggiamenti: la reiterata disponibilità ad accettare l'inaccettabile delle altre Organizzazioni sindacali, l'isolamento della CGIL, il pervicace tentativo della politica di ricostruire un centro antistorico e capace di sedare le voci in dissenso per un esclusivo tornaconto autoreferenziale. Una logica di questo tipo non si esaurisce in un semplice conftonto accademico, provoca danni la cui portata è difficilmentemisurabile.
La tesi di Renzi e di chi lo segue è che il mondo cambia, ma perché deve cambiare sempre in peggio? E' vero che a fronte dell'80% di contratti non standard l'art.18 ha una scarsa applicazione; tuttavia chiediamoci come siamo arrivati a questo punto e quale sia il risultato? A mio parere, la sofferenza crescente, palpabile nel quotidiano confronto con la gente, sfugge a chi si deve assumere la responsabilità di governare.
Non bisogna essere dei fini politologi per capire che si deve rilancire l'occupazione attraverso investimenti e che il percorso seguito fino ad oggi porta solo a sfruttamento e vessazioni.
Le Organizzazioni sindacali, segnatamente la nostra, sono nate in un contesto agricolo con il caporalato, hanno vissuto il loro massimo fulgore nel periodo industriale ed oggi si trovano a dover arginare la schiavitù del precariato, è quindi dirimente mantenere alta l'attenzione e mantenere la lotta alla precarietà al centro della nostra attività, non permettendo che vengano scardinati ulteriormente i diritti, bensì ricercando l'estensione degli stessi attraverso l'abolizione non più prorogabile degli innumerevoli contratti in essere che hanno prodotto solo danni.
Francesco Vazzana
domenica 30 ottobre 2011
Licenziamenti facili, Susanna Camusso: meno precarità e più garanzie
E' domenica, ma la pressione sui lavoratori non si allenta. Il Governo, o meglio il suo ministro del welfare, riesce a drammatizzare un momento di per sè quasi tragico, evocando il ritorno al terrorismo ed eventi che nessuno auspica.
Il conflitto sociale può sfuggire al controllo, ma la considerazione del ministro appare come l'estremo tentativo di spostare l'attenzione dell'opinione pubblica dal vero problema: l'incapacità di governare.
Bene ha fatto Susanna Camusso a non sottovalutare la cosa chiedendo le prove.
Il terrorismo non è la soluzione, ce lo ha insegnato la storia, quindi urge uno sforzo comune per rilanciare l'economia attraverso il lavoro.
Sono convinto che non si possa trascurare l'ennesimo affondo per facilitare i licenziamenti; tuttavia sarebbe ingenuo sottovalutare che, nella maggior parte dei casi, l'ingresso nel mercato del lavoro già oggi è privo di garanzie, eliminare gran parte dei contratti precari - 46 - offrirebbe garanzie ed investimenti reali sulle persone. Senza contare che l'Italia garantisce poco a chi il lavoro lo perde, proponendo indennità di disoccupazione insufficienti e destinate a pochi.
Tutte queste considerazioni portano la cgil, attraverso l'autorevole voce della Segretaria generale, a perseverare nella propria battaglia contro la precarietà, tesa ad un'estensione dei diritti.
La risposta sindacale, oggi, sembra possa passare finalmente attraverso la riproposizione di iniziative unitarie, ma il dubbio sorge - come sempre - mi permetto di dire, dall'atteggiamento della po9litica e specificamente del centro sinistra, A chi giovano le diatribe generazionali svuotate da qualunque contenuto?
In questa settimana particolare i mercati non fanno il ponte e se è vero che le borse scendono sulle voci e salgono sulle certezze, che lunedì dovremo aspettarci?
F.V.
Il conflitto sociale può sfuggire al controllo, ma la considerazione del ministro appare come l'estremo tentativo di spostare l'attenzione dell'opinione pubblica dal vero problema: l'incapacità di governare.
Bene ha fatto Susanna Camusso a non sottovalutare la cosa chiedendo le prove.
Il terrorismo non è la soluzione, ce lo ha insegnato la storia, quindi urge uno sforzo comune per rilanciare l'economia attraverso il lavoro.
Sono convinto che non si possa trascurare l'ennesimo affondo per facilitare i licenziamenti; tuttavia sarebbe ingenuo sottovalutare che, nella maggior parte dei casi, l'ingresso nel mercato del lavoro già oggi è privo di garanzie, eliminare gran parte dei contratti precari - 46 - offrirebbe garanzie ed investimenti reali sulle persone. Senza contare che l'Italia garantisce poco a chi il lavoro lo perde, proponendo indennità di disoccupazione insufficienti e destinate a pochi.
Tutte queste considerazioni portano la cgil, attraverso l'autorevole voce della Segretaria generale, a perseverare nella propria battaglia contro la precarietà, tesa ad un'estensione dei diritti.
La risposta sindacale, oggi, sembra possa passare finalmente attraverso la riproposizione di iniziative unitarie, ma il dubbio sorge - come sempre - mi permetto di dire, dall'atteggiamento della po9litica e specificamente del centro sinistra, A chi giovano le diatribe generazionali svuotate da qualunque contenuto?
In questa settimana particolare i mercati non fanno il ponte e se è vero che le borse scendono sulle voci e salgono sulle certezze, che lunedì dovremo aspettarci?
F.V.
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