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domenica 19 febbraio 2012

Riforma del Mercato del Lavoro: pensieri personali

Sono, lo confesso da cittadino e sindacalista, in attesa interessata della riforma del Mercato del Lavoro che il governo si accinge a varare con il contributo, speriamo determinante e migliorativo, delle parti sociali e nello specifico del sindacato.
L'accanimento mediatico sull'art.18 nasconde infatti l'esigenza di riformare profondamente un sistema che da circa quindici anni ha consolidato un sistema di precarietà (contraddizione voluta).
Allargare lo scenario delle lavoratrici edei  lavoratori che possono fruire ed esigere diritti, oggi dimenticati; questo deve essere l'obiettivo della politica, per il sindacato, meglio per la CGIL questa è già una certezza.
Viviamo da anni in un contesto nel quale l'art.18 è una chimera per l'80% dei lavoratori in virtù di contratti non standard, questo significa che chi presta la propria opera è quotidianamente vittima di ricatti e vessazioni che ne fanno vacillare le certezze di reddito e sopravvivenza.
La flessibilità in Italia si è dimostrata perdente e si è trasformata in precarietà tremenda e drammatica.
Mi chiedo perché non si tenga conto del fatto che la qualità del lavoro garantisce qualità del prodotto e di conseguenza credenziali importanti per il Paese.
Oggi viviamo una realtà nella quale la crisi viene combattuta con i tagli, l'economia imporrebbe il contrario, si dovrebbe investire, in questa prospettiva auspico maggiori garanzie, un piano industriale ed investimenti per l'IIalia ed i suoi cittadini stranieri compresi.
Di fronte a polemiche, spesso affidate a chi non ha titolo, sull'art.18 oggi il Governo rilancia proponendo la cancellazione della Cassa Integrazionne Straordinaria, cosa ci si deve aspettare da questi illuminati professori?
La domanda è retorica, il governo agisce in una linea di continuità con Sacconi, al contrario gli investimenti potrebbero migliorare l'occupazione e le condizioni dei cittadini.
Chiudo con un'esperienza personale: sono abituato ad incontrare precari sulla soglia della disperazione, con loro condivido le ansie ed i timori per il domani, per i loro figli e le loro famiglie. Mi chiedo quado sia stato l'ultima volta che la "piangente ministra" si sia confrontata con persone realmente impaurite.
La storia insegna o dovrebbe farlo: la crisi attuale è stata abbondantemente accostata a quella del '29, allora se ne uscì con l'investimento nelle opere pubbliche e aumentando l'occupazione, oggi, in Italia, abbiamo un'opportunità importante: ridurre le forme contrattuali, allargare i diritti ed incentivare l'accesso al Mercato del Lavoro, non facilitarne l'esodo.
Il 2010, per la prima volta, ha segnato un dato preoccupante, le cessazioni dei rapporti di lavoro sono state prevalenti rispetto agli ingressi. Cosa significa? Ce non serve abbrogare l'art. 18 per licenziare, bisogna mantenerlo per evitare discriminazioni aborrite anche dalla  Costituzione.

                                                                                                                     F.Vazzana

domenica 29 gennaio 2012

Addio a Scalfaro, primo Presidente della seconda Repubblica

La notte scorsa è scomparso l'ex Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.
Non intendo impegnarmi in esercizi di cordoglio, doverosissimo, ma desidero cogliere l'occasione per fare alcune considerazioni.
Negli ultimi due decenni e fino al giorno della sua morte, il Presidente era diventato un'icona della sinistra. I motivi sono molteplici e chiari a tutti: dall'importante ruolo svolto nella caduta del primo governo Berlusconi, alle sue scelte per le presidenze del consiglio immediatamente successive, egli è stato senza dubbio un artefice fondamentale del cambiamento politico nazionale che impropriamente viene definito seconda Repubblica.
Personalmente il merito maggiore che riconosco all'azione recente Presidente è l'avere svolto un ruolo centrale nel comitato per il referendum contro la riforma della Costituzione voluta dalla destra; attività che ha rappresentato un occasione di intreccio con la nostra organizzazione.
L'azione politica di Scalfaro è ben più ampia di quanto io abbia descritto, ma mi chiedo come la politica possa essere tanto camaleontica; infatti, il Presidente recentemente scomparso aveva una storia riconducibile alla destra DC, contro il centro sinistra, contro il compromesso storico era un conservatore anti comunista.
Questo mi offre lo spunto per due considerazioni:
l'intelligenza  politca sta nel saper adeguare la propria visione ed i propri convincimenti al contesto storico;
le nuove generazioni non sono in grado di generare figure di uno spessore paragonabile.
Grazie Presidente.
                                                                                                        FV

giovedì 29 dicembre 2011

Monti: conferenza stampa di fine anno

Scrivo mentre assisto alla conferenza stampa del Presidente del Consigio, la fase 2, che il Senatore a vita Mario Monti nega, se non  per questioni temporali, si chiamerà «cresci Italia».
Si ha la sensazione che più che al futuro ci sia cura sul percorso già compiuto concentrando l'attenzione, come è giusto che faccia un economista, sul tema specifico.
Il Presidente ammette un percorso denso di sacrifici, rifugge il parallelo con la  Grecia e sostiene che il nostro Paese si sia salvato daldal burrone infondendo una nota di ottimismo, mutuata peraltro esplicitamente dalò suo predecessore.
La manovra approvata viene riconosciuta a rischio recessione da svariate ed autorevoli fonti dell'economia di destra e sinistra; tuttavia una  manovra espansiva non sarebbe stata, a detta del Presidente, realistica.
Al contrario, se si fosse assistito ad un no alla manovra l'Italia avrebbe corso un rischio assai peggiore in tema di recessione.
Lascio i temi di più stretto interesse sindacale per ultimI, si tratta di una scelta specifica per evidenziare la scarsità di attenzione dedicata durante tutto l'incontro con i giornalisti
Riforma degli ammortizzatori sociali e riforma del Mertcato del Lavoro, due temi fondamentali, ma solo sfiorati dal Presidente.
Egli non entra mai veramente nel merito, neanche a fronte di domande specifiche, definisce una priorità la riforma degli ammortizzatori sociali, afferma che la flessibilità, dato il contesto sociale, sia necessaria e che si debba affrontare il tema della precarietà.
La precarietà deve essere superata, ma come non è dato sapere; lo scorso 27 dicembre è stato convocato un urgentissimo Consiglio dei Ministri, oggi non si sa cosa sia emerso sui temi per noi centrali. Forse è un buon sergnale poiché significa che di temi così dirimenti sarà destinato un cospicuo e concreto confronto con le organizzazioni sindacali.
Qualcosa in più sapremo il 23 gennaio allorché le prime misure, non complete, sul MdL, per ammissione di Monti verranno presentate a  a Bruxelles all'interno dell'euro gruppo.
Dopo un atteggiamento impositivo per ciò che attiene la previdenza ci si attende una più serrata attività concertativa sul tema lavoro, sapremo a breve se uno dei principi guida, quello dell'equità, troverà cittadinanza nelle iniziative del Governo.