Scrivo mentre assisto alla conferenza stampa del Presidente del Consigio, la fase 2, che il Senatore a vita Mario Monti nega, se non per questioni temporali, si chiamerà «cresci Italia».
Si ha la sensazione che più che al futuro ci sia cura sul percorso già compiuto concentrando l'attenzione, come è giusto che faccia un economista, sul tema specifico.
Il Presidente ammette un percorso denso di sacrifici, rifugge il parallelo con la Grecia e sostiene che il nostro Paese si sia salvato daldal burrone infondendo una nota di ottimismo, mutuata peraltro esplicitamente dalò suo predecessore.
La manovra approvata viene riconosciuta a rischio recessione da svariate ed autorevoli fonti dell'economia di destra e sinistra; tuttavia una manovra espansiva non sarebbe stata, a detta del Presidente, realistica.
Al contrario, se si fosse assistito ad un no alla manovra l'Italia avrebbe corso un rischio assai peggiore in tema di recessione.
Lascio i temi di più stretto interesse sindacale per ultimI, si tratta di una scelta specifica per evidenziare la scarsità di attenzione dedicata durante tutto l'incontro con i giornalistiRiforma degli ammortizzatori sociali e riforma del Mertcato del Lavoro, due temi fondamentali, ma solo sfiorati dal Presidente.
Egli non entra mai veramente nel merito, neanche a fronte di domande specifiche, definisce una priorità la riforma degli ammortizzatori sociali, afferma che la flessibilità, dato il contesto sociale, sia necessaria e che si debba affrontare il tema della precarietà.
La precarietà deve essere superata, ma come non è dato sapere; lo scorso 27 dicembre è stato convocato un urgentissimo Consiglio dei Ministri, oggi non si sa cosa sia emerso sui temi per noi centrali. Forse è un buon sergnale poiché significa che di temi così dirimenti sarà destinato un cospicuo e concreto confronto con le organizzazioni sindacali.
Qualcosa in più sapremo il 23 gennaio allorché le prime misure, non complete, sul MdL, per ammissione di Monti verranno presentate a a Bruxelles all'interno dell'euro gruppo.
Dopo un atteggiamento impositivo per ciò che attiene la previdenza ci si attende una più serrata attività concertativa sul tema lavoro, sapremo a breve se uno dei principi guida, quello dell'equità, troverà cittadinanza nelle iniziative del Governo.

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