Fatte salve eventuali modifiche che potranno essere introdotte, ad oggi le intenzioni del governo in merito alle tipologie contrattuali più utilizzate possono essere sintetizzate come segue:
Riportiamo senza commenti una tabella pubblicata da virgilio.it
Tempo determinato
Si vuole disincentivarne l'uso attraverso:
• la maggiore difficoltà dei rinnovi perché dovrà far passare più tempo da all'altro;
• il divieto di reiterazione oltre i 36 mesi, pena la trasformazione automatica in tempo indeterminato;
• l'aumento dell'1,4% dei contributi, che andrà a finanziare la nuova assicurazione sociale per l'impiego (Aspi). La maggiorazione potrà però essere recuperata in caso di assunzione a tempo indeterminato (premio di stabilizzazione). Sono esclusi i contratti di sostituzione.
Apprendistato
Diventa la forma privilegiata di avviamento al lavoro dei giovani fino ai 29 anni. Rispetto alla normativa attuale vengono introdotte alcune modifiche:
• una durata minima;
• una percentuale minima di conferme per avere la possibilità di continuare ad assumere in apprendistato (stabilizzazione);
• l'obbligo del tutor per l'apprendista e la possibilità per il datore di lavoro di certificare la formazione.
Cocopro
Giro di vite anche per le collaborazioni a progetto (Cocopro), che il governo vuole disincentivare attraverso:
• una definizione più ristretta di "progetto": non basterà più riproporre semplicemente l'oggetto sociale dell'impresa, ma dovrà essere specificata l'attività e l'organizzazione della stessa;
• l'abolizione del generico concetto di "programma";
• la comparazione dell'attività del Cocopro con quella dei colleghi dipendenti: in caso di analogia scatta la presunzione di lavoro parasubordinato.
Partite Iva
La riforma vuole eliminare quelle "fasulle" cioè utilizzate dalle aziende per ridurre il costo del lavoro. La partita Iva è il regime tipico del libero professionista che offre le sue prestazioni a diversi clienti in modo autonomo. E invece nelle aziende si trovano spesso soggetti con partita Iva che devono rispettare orari, regole interne, ordini dei superiori.
Quindi scatta automaticamente una "presunzione" di lavoro subordinato e la conversione del rapporto a tempo indeterminato quando:
• il rapporto di collaborazione dura più di 6 mesi all'anno,
• il reddito che arriva dall'azienda supera il 75% dei redditi complessivi del collaboratore;
• il collaboratore ha una postazione di lavoro presso il committente.
Sono esclusi i soggetti iscritti ad albi professionali
Part-time
Per evitare abusi, in caso di variazione dell'orario di lavoro sarà necessaria una comunicazione amministrativa e un preavviso per il lavoratore.
Lavoro intermittente (a chiamata)
E' una forma contrattuale con cui il lavoratore (che deve avere meno di 25 anni o più di 45) si mette a disposizione del datore per prestazioni discontinue. Anche in questo caso sarà obbligatoria una comunicazione amministrativa in forma molto snella (anche una telefonata) per ogni chiamata del lavoro.
Associazione in partecipazione
L'intenzione è quella di lasciarla solo per le piccole attività familiari. La riforma propone infatti che siano associabili all'impresa massimo 5 persone con legami familiari di primo grado (genitori e figli).
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