lunedì 12 dicembre 2011

Sciopero generale

Dopo l'infruttuoso incontro di ieri sera (domenica 11) tra le Organizzazioni sindacali confederali ed il Governo, oggi è il giorno dello sciopero di CGIL, CISL e UIL.
Queesta mattina, anche a Varese e come annunciato da queste pagine, si è tenuto un presidio unitario che ha visto una  buona partecipazione di lavoratori e pensionati.
Lavoratori e pensionati che sono certamente i più colpiti, per non dire gli unici, da una manovra iniqua che per salvare Italia ed Europa rischia di mettere gli italiani in una situazione gravissima e difficilmente recuperabile.
Lo sciopero, unitario dopo anni, fonda le sue ragioni politiche sulla scelta sbagliata del Presidente del Consiglio che, dovendo reperire risorse non ha trovato di meglio che aumentare il gettito fiscale attraverso l'imu e bloccare l'indicizzazione delle pensioni; il tutto a discapito di chi gode senza ombra di dubbio di minori risorse.
Ci si "dimentica" sempre  che le risorse sarebbero recuperabili altrove: attraverso una reale politica di contrasto all'evasione fiscale, attraverso l'abolizione di privilegi ai poteri forti o attraverso una più sernsata distribuzione delle risorse.
Mi sono limitato a tre esempi, se ne potrebbero fare molti altri, ma cerchiamo di analizzarli.
L'evasione fiscale in prima battuta, il provvedimento sulla tracciabilità è certamente condivisibile, ma non può essere l'unico e non può essere applicato sopra i 1000 €, soglia troppo alta. Sarebbe utile tornare alla misura Prodi, 350€ affiancata ad una verifica del tenore di vita dei contribuenti allo scopo di valutare se esista una corrispondenza con le entrate dichiarate.
Nell'accennare di colpire i poteri forti, mi riferisco a due aspetti su tutti: l'ICI per gli immobili della chiesa e le frequenze televisive.
Nel primo caso, a fronte di un atteggiamento di ingiustificata tutela, assistiamo a scene paradosseali, la CEI si dichiara disponibile a trattare.
Perché nessuno è mai venuto dal sottoscritto a chiedere la stessa disponobilità? Magari l'avrei concessa.
Sul tema sarebbe troppo facile aprire il dibattito sulla laicità dello Stato, argomento che non è il caso di approfondire in questa sede.
Sulle frequenze televisive è evidente l'accordo per non penalizzare Berlusconi in cambio della sua rinuncia alla gestione diretta del potere.
Infine, parlando di differente utilizzo delle risorse, penso all'enorme risparmio che genererebbe una rinuncia, quantomeno parziale alle spese militari.
Si potrebbe proseguire lungamente affrontando tra gli altri il tema dei costi della politica (non lo faccio per evitare derive demagogiche) ed il motivo per cui parlare di patrimoniale sia quasi blasfemo.
In conclusione, nel prendere atto di una situazione grave e pericolosa, mi interrogo sull'adeguatezza dello strumento sciopero, sia per la difficoltà di coinvolgere lavoratori sempre più precarizzati, che sono disposti ad accettare qualsiasi compromesso al ribasso pur di mantenere le rarissime occasioni di reddito che il mercato può offrire, sia per la mancanza di interlocutori credibili sul versantee della politica.
Non ho una risposta, ma verifico che 45 forme contrattuali (previste per legge) hanno influito solo sul costo del lavoro, al ribasso e reso precari milioni di lavoratori privandoli di qualunque garanzia; vorrei quindi vivere in un Paese dove un'ulteriore flessibilità sia decisamente osteggiata dalle forze progressiste.
                                                                                                          F.V.

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